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L'insostenibile leggerezza della mediocrità

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Cosa ho imparato mettendo in piedi un Home Theater che non sembri uscito dal cestone delle offerte? Che gestire la mediocrità è una passeggiata, domare l'eccellenza è un incubo. Prendete il classico utente medio. Compra un sintoamplificatore da discount sotto i mille euro, due casse di cartone pressato, un subwoofer asmatico e un'anonima TV LED. Attacca i cavi, preme due volte "Avanti" sul setup guidato ed è pronto. Il risultato? Un minestrone sonoro mediocre ma passabile. E, dall'alto della sua beata ignoranza, il profano si commuoverà pure, convinto di avere la sala IMAX in salotto. È il trionfo del "plug & play": sistemi stupidi per esigenze basilari. Poi ci provi con hardware di fascia alta. Tiri fuori dall'imballo elettroniche raffinate, schermi OLED e diffusori che non perdonano nulla. Accendi tutto, convinto di godere. E invece fa schifo. Suona letteralmente peggio della soundbar del vicino. Perché la roba pro-grade ti sbatte in faccia la ...

Perché la IA accomuna fotografia e sviluppo software

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Mettiamo subito in chiaro una cosa: l'IA sforna immagini fotorealistiche a nastro, ma il fotografo non sparirà. Il suo valore si è già spostato su competenze autoriali. Magari su Instagram c'è ancora molto lavoro da fare, ma nei circoli prosumer e professionali il tramonto rosso fuoco e la street in stile cinematografico sono già relegati alla noia totale. È qui che entra in gioco il Paradosso di Jevons: l'oceano di immagini algoritmiche ha fatto paradossalmente impennare la richiesta di scatti unici, reali e autentici. La foto "abbastanza buona" è morta: oggi chiunque può generarla a costo zero, senza il salasso di investire in lenti e sensori di fascia alta, e senza lo sbattimento produttivo del workflow di scatto, selezione e post-produzione. Stiamo quindi escludendo dal gioco anche chi scatta in JPG direttamente in camera con abuso di ricette e simulazioni pellicola. O chi usa i preset in Lightroom venduti su Instagram un tanto al chilo. Un breve ripasso... N...

Architetture Quasi Indistinguibili - Redux: una video review di Francesco Verolino

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La video recensione qui. Il mio profilo su Invisible Frames qui. Il progetto fotografico qui (Redux perché guadagna qualche foto e un testo di accompagnamento più elaborato).

L'eroe è un bug, non una feature

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"Beata l'organizzazione che non ha bisogno di eroi". Semi-citazione da scolpire all'ingresso di ogni sala riunioni (o sulla barra di Teams ormai). Peccato che verrebbe ignorata con la stessa costanza con cui si ignorano le best practice. La verità è che il mondo aziendale ha una dipendenza patologica dall'atto eroico: il manager che risponde alle mail alle tre di notte o il team che lavora nel weekend per salvare una release disastrosa non sono risorse preziose ma i sintomi evidenti di una malattia strutturale. Celebriamo il pompiere, invece del guardiaboschi, perché l'emergenza genera adrenalina e visibilità, mentre la corretta pianificazione genera solo noia e silenzio. È molto più scenografico farsi dare una pacca sulla spalla per aver rimosso una perdita di petrolio con un cucchiaino piuttosto che assicurarsi non ci fossero potenziali falle nello scafo. L'eroismo in azienda è la foglia di fico che copre la vergogna di processi inefficienti e di una gov...

Silice e metano

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