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Perché la IA accomuna fotografia e sviluppo software

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Mettiamo subito in chiaro una cosa: l'IA sforna immagini fotorealistiche a nastro, ma il fotografo non sparirà. Il suo valore si è già spostato su competenze autoriali. Magari su Instagram c'è ancora molto lavoro da fare, ma nei circoli prosumer e professionali il tramonto rosso fuoco e la street in stile cinematografico sono già relegati alla noia totale. È qui che entra in gioco il Paradosso di Jevons: l'oceano di immagini algoritmiche ha fatto paradossalmente impennare la richiesta di scatti unici, reali e autentici. La foto "abbastanza buona" è morta: oggi chiunque può generarla a costo zero, senza il salasso di investire in lenti e sensori di fascia alta, e senza lo sbattimento produttivo del workflow di scatto, selezione e post-produzione. Stiamo quindi escludendo dal gioco anche chi scatta in JPG direttamente in camera con abuso di ricette e simulazioni pellicola. O chi usa i preset in Lightroom venduti su Instagram un tanto al chilo. Un breve ripasso... N...

L'eroe è un bug, non una feature

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"Beata l'organizzazione che non ha bisogno di eroi". Semi-citazione da scolpire all'ingresso di ogni sala riunioni (o sulla barra di Teams ormai). Peccato che verrebbe ignorata con la stessa costanza con cui si ignorano le best practice. La verità è che il mondo aziendale ha una dipendenza patologica dall'atto eroico: il manager che risponde alle mail alle tre di notte o il team che lavora nel weekend per salvare una release disastrosa non sono risorse preziose ma i sintomi evidenti di una malattia strutturale. Celebriamo il pompiere, invece del guardiaboschi, perché l'emergenza genera adrenalina e visibilità, mentre la corretta pianificazione genera solo noia e silenzio. È molto più scenografico farsi dare una pacca sulla spalla per aver rimosso una perdita di petrolio con un cucchiaino piuttosto che assicurarsi non ci fossero potenziali falle nello scafo. L'eroismo in azienda è la foglia di fico che copre la vergogna di processi inefficienti e di una gov...

Si dice Buone Feste, non Buon Natale, e vi spiego perché...

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Saranno due anni, da quando sono diventato ateo, che a Natale non condivido più pensieri "Cristiani" per il Natale.  Ho avuto due epifanie da allora: 1) La storiella di Dio che chiede ad Abramo di sacrificare suo figlio Isacco senza un ragione ha due grosse falle: non c'è (ovviamente) nessun motivo al mondo per accettare una richiesta simile, e poi perché Isacco deve essere considerato "più importante" del primo figlio solo perché Ismaele è figlio di una schiava? Evidentemente chi scrisse la Bibbia non aveva ancora visto Filumena Marturano... 2) Le leggi morali religiose (di ogni religione) non sono necessariamente etiche. Il problema è che anche l'etica non è universale, altrimenti non ci sarebbero né la guerra in Ucraina né l'occupazione di Cisgiordania e Gaza da parte del popolo eletto ("p" ed "e" volutamente minuscoli), né ovviamente ci sarebbe stato l'Olocausto (che non rende certo etico il Genocio in atto). Per questo Natale...

Il processo è il tuo Dio, non ci sarà altro Dio al di fuori di Lui

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Quando il processo diventa il fine e non il mezzo allora qualunque NECESSARIA deviazione dal processo (perchè a volte, non sempre eh, il sub-ottimo è meglio dell'ottimo) manda il buon senso a farsi fottere, e visto che le persone con buon senso sono rare, quelle poche non hanno neanche i numeri per prevalere.

Definisci bambino: versione Indonesia

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Scegliere, tra quasi duemila, le prime foto da mostrare di un viaggio in Indonesia, può sembrare difficile, ma io non ho avuto dubbi: i bambini! Ogni definizione è deprecata su questo blog... Nota : per vedere l'intero progetto fotografico, clicca in alto su I miei progetti fotografici [fai click sulle foto per vederle a grandezza reale e navigare con i tasti freccia o usando la barra in basso]